foto di Piero Orsoni
Navigavo fra isole senza radici
nel giorno più lungo di una stagione –
nella mobile casa, ero tranquilla
ai miei piedi scorreva il cielo
la città mi guardava da lontano
cupole e campanili bucavano l’asfalto
esistono pure dimore sbarrate
stanze immobili, comandamenti ciechi –
per salvarmi l’anima, costruisco
cassapanche quadrate in legno chiaro
scavo gallerie fra cascate
di lenzuoli stracciati, oggetti naufraghi
abiti vecchi, Barbies coi capelli in fiamme
tra migliaia di libri senza catalogo
e torno a navigare su lagune
di fumiganti nulla, dove splende
la nebbia nel mattino – la sera
posano zampe su corallo e fango
gli aironi, reti scure si allungano
a catturare i mitili, l’acqua
si rispecchia nel cielo
il silenzio canta
molto “rivelatori” – e convincenti -i versi della parte centrale, quelli che iniziano con”esistono pure dimore sbarrate, stanze immobili, comandamenti ciechi…
ciao Dominica, grazie!