I versi sono sassi nell’acqua
la lentezza del tempo sconcerta l’albero –
una luce di gesso spolvera i rami
pesa su mezzelune di ciglia
disegnate sui volti chiusi
il giardino dorme, il cane respira
scorre tra rive l’acqua bianca
e soffrono in attesa semi e ossa –
non c’è luna d’arancio che lieviti
né rossore di schiuma a rompere il vetro –
giacciono nel profondo le sillabe
dormienti, in trasmutazione



