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Non desidero altro che la sera
la sera e la frescura
dopo il giorno urgente e sfasato
la sera ed intonaci
non più assolati – per ultimo
risplende un quadrato giallo –
ma le finestre tacciono
ogni tegola è chiusa
nel suo silenzio, le mura
del condominio si saldano
in angoli definitivi –
dentro, le pareti si perdono un po’
frasi intere si cancellano
nelle pagine del mio quaderno

però la sera mi consola
amica del mio lento disfarmi…
fossi un gatto, giocherei con il filo
della mia vita che si sgomitola
sempre e ancora lo inseguo

 

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nuvole

Voglio
rimanere così
accarezzare con gli occhi il grano
ondulato, la strada ricurva
morbidi prati – e non far caso
ai bagliori di nuvole gonfie
in ambiguo transito

Non toccare la pelle della mia casa
potrei crollare
già così mi dissolvo
se un’ondata di polvere s’alza
dentro un taglio di luce brillante

Ora ch’è andata così
senza una vita di riserva
una luce impietosa svela
strati di errori recidivi
per te, che vivi stretta
dentro elastici tesi da te stessa
la superficie è liscia, quasi perfetta –
dietro le spalle svettano
guglie di bellezza e splendore
a forare gli oceani di piombo fuso

Trapezista

Trapezista del vuoto
cerco appigli, lancio
ragnatele di frasi
catturo
briciole di esistenza

tre navate

La mia anima ha dentro tre navate:
la figura di un Cristo immobile
pende al centro, l’organo spande
vibrazioni armoniose –
lenta e densa la musica cola
nello stampo del vuoto, splende il buio
le arcate
sfondano l’abside

 

 

Ci sono libri che leggiamo con leggerezza disimpegnata, per semplice passatempo, e libri che leggiamo più o meno volentieri, consapevoli che possono arricchire il nostro orizzonte mentale; libri cui ci dedichiamo a fatica per puro obbligo, scolastico o di altro genere, e libri con cui riempiamo il tempo solo perchè ci sono capitati sottomano, perchè in quel momento erano di moda e vendevano molto, ma poi sono arrivati a deluderci e li abbiamo finiti svogliatamente.

Ci sono libri che tiriamo fuori da vecchie librerie, e, sorpresi di non averli mai letti, divoriamo scoprendo di esserci persi qualcosa, a suo tempo; ma non è irrimediabile, un libro non scade come lo jogurt, va sempre bene.

Ci sono libri considerarti imperdibili, ma che non riusciamo a digerire, e classici che ci sorprendono per la loro freschezza e capacità di coinvolgerci; ci sono anche libri nati come opere di dal violento intento anticonformista, ma che a distanza di tempo ci appaiono datati e privi di mordente nel loro linguaggio superato.

E poi ci sono libri, rari e appunto per questo preziosi, che non sono semplici libri, ma autentiche esperienze di vita: segnano il nostro percorso umano e spostano le nostre coordinate mentali. Continua a leggere »