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Le rondini e la luna
un ometto sul tetto – no
è solamente un camino –
davanti al mio balcone, case di ringhiera
palcoscenico di bambini col monopattino
ma le rondini, le rondini, le rondini!
Nel cielo di cristallo azzurro
sopra i tetti di tegole nere
gioiose sfrecciano
in stridente frenesia d’intrecci

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Kandinsky

Si confusero gli alti e i bassi, il prima e il dopo
in sogno, le strade erano nastri
il mare stava a guardarmi da lontano
e il cielo colorava le colline –
in sogno, tacquero gli uccelli
il sole era piombo fuso

nel dormiveglia, fui circondata
da presenze indistinte –
un cinguettante coro di bambini
un freschissimo canto a bocca chiusa…

un battito manca

foto di Matteo Bevilacqua

I giorni scorrono indifferenti, poi
si espande il coro nel buio –
nell’intreccio di vite e storie
un nodo stringe, un battito manca:
le voci salgono, siamo qui
siamo la pausa e l’amen
gioia e dolore
siamo la speranza

Edvard Munch

L’alba è un pozzo di nulla –
avvinghiati per non precipitare
inutilmente proviamo a fermare
il giorno che viene

le solite insofferenze, varianti insensate
stupide ore – scorie rimescolate affiorano
trasportate sul filo di correnti
precipitose – il tempo
è una schiuma che non perdona

e quando cala la sera e rimango sola
sprofondo al centro di me stessa
nel silenzio mi perdo, il buio non ha nome

Meglio se fosse il pomeriggio
di un lunghissimo giorno d’inverno
il mare avesse sponde di nebbia
e la casa giacesse a lievitare
su fiori di ghiaccio

o librarsi più in alto su pianure
sfibrate da mille incendi e rifiorite –
sprofondare negli oceani a contemplare
l’intimità degli abissi attraverso un vetro:
diecimila metri sott’acqua ondeggeranno prati
si snoderanno pesci d’oro e serpenti felici

nella foresta dei coralli viventi
troveremo un respiro primordiale

 

C’è sempre un procedere a ritroso
laghi e fiumi, pianure
qui si perde l’ultima luce –
cadono dai rami silenziose parole
le stacchi come frutta

spesso procedi a sbalzi
storditi sul tempo vuoto –
nel ventre notturno filtrano voci
guardi in alto, qualcuno sparge
folate improvvise di stelle

nello spazio deserto un cuore bussa

 

Foto di Piero Orsoni

oltre il giorno cristallizzato
nel riverbero sfatto di splendore
con dita di schiuma l’aria
ti scioglie in quiete perfetta