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Lentamente mi sfilo dal tempo

giorno dopo giorno

dal margine e dal centro

lentamente mi scorrono ai lati

invisibili giorni: l’inconsistenza

di ciò ch’è stato

ancora si sfalda – ieri

era neve, silenzioso bagliore, oggi

si accende il petalo della tua bocca, e già

più non mi sei vicino

ad ogni passo

Ad ogni passo scendo

un gradino più in basso sull’acqua nera

e il lampione che obliqua la pozza

ad ogni soffio più brividi mischia –

più lento è il passo sui macigni

e veloce la corsa controvento

indicibile peso al corpo

fantasmi e pietre nel tempo

uccello di passo

Come vino e pane
tra briciole di telegiornale

il mattino è l’ora salsa:
speranze gettate fra le dune
raddrizzano i fiori sullo stelo –
oggi che morte e vita sono scompaginate
ad ogni passo faccio il punto
sono un caleidoscopio scosso

si rincorrono i bimbi nel Campo del Ghetto
stridono felici come passeri al vento –
e io affronto le pietre con precauzione
scruto le ragnatele spaccate

dove nasce la nebbia e muore il sole
fossi uccello di passo nella sera

orizzonte di tenebre

Non ricordiamo più il tempo
dei visibili volti, dei corpi senza paura
i giorni dei contatti e degli abbracci –
bianche e nere le maschere, sordo
sotto gli abiti il cuore che ci rode

Ci sigilla un pianoro astratto
dominio di nebbie incombenti
chi passa, non ha parola nè nome

Qui non esiste il divenire
l’oggi è soltanto un copiaicolla
di giorni svaporati

domani, un orizzonte di tenebre

Buon San Valentino

https://it.wikipedia.org/wiki/San_Valentino_(festa)

Vivo in un purgatorio
di pozzanghere e pietre lucenti
l’aria, è nebbia e vapore
l’acqua torbidamente scivola

dentro mura sbarrate, anime spente
invisibili corpi attendono

in questo limbo di piogge ostinate
fluttua il canale intorno ai pali
e le barche legate sbattono
in dondolante inquietudine

Aldo Vianello è morto
le sue parole accecanti sono disseminate
sulle pietre, dietro le fondamenta
della Misericordia, sotto portici oscuri
dentro i bistrot falliti, sui fogli
fittamente graffiati dalla penna

Aldo Vianello, poeta veneziano, che ho avuto l’onore di conoscere, è mancato qualche giorno fa

https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Vianello

battito d’ali

Battito d’ali nel cielo grigio, ed ero
altrove:
altro tempo, altro luogo, altro universo

perla di luce oltre i tetti: un gabbiano
si solleva fra nuvole

altro tempo altro luogo, nell’intima
io, riemersa
da vertigini del passato: nuda
in salsedine d’immensa spiaggia

Foto di Luca Campigotto

La notte, una finestra chiusa
gli angoli delle stanze piegati
in silenzio imperfetto –
rotoli di parole davanti
e dietro a me: l’elenco spese
un lucernario a chiarire
cose non fatte, e ciò che avrei potuto
e tende appese come vergini kore
colonne urgenti a contemplare
peccati, errori ed omissioni

poi, montagne di vuoti a perdere
una lavagna di post-it come insetti
il chiodo nella mia mente, e fuori
un mondo intero, ma non più
reale

dentro una bolla

Sono dentro una bolla, oscillo e scrivo
più non sento la musica dal vivo –
stretta in un cubo di finestre, vedo
il mondo allontanarsi
in un vortice

le melodie sono rinchiuse dentro
sbarre a riquadri
persone e sorrisi
sono dipinti e deragliati altrove

dentro una bolla simile ad opale
io mi sento una nebbia svaporata –
sto per sparire, oscillo
non scrivo

Ho chiamato il vuoto con molti nomi
zero assoluto, nulla, niente
solitudine e nebbia
notte bianca incombente
raschio
che ogni cosa cancella

e poi,
vivere in affollamento di verbi
a che serve?
se io vengo dal vuoto di storie
dimenticate
ho succhiato latte ed oblio
e per vivere, ancora
ho sgommato ricordi

la leggerezza del vuoto ho cercato
e temuto il vuoto pesante

ma vengo da un paese che non esiste
e la musica del silenzio mi chiama