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battito d’ali

Battito d’ali nel cielo grigio, ed ero
altrove:
altro tempo, altro luogo, altro universo

perla di luce oltre i tetti: un gabbiano
si solleva fra nuvole

altro tempo altro luogo, nell’intima
io, riemersa
da vertigini del passato: nuda
in salsedine d’immensa spiaggia

Foto di Luca Campigotto

La notte, una finestra chiusa
gli angoli delle stanze piegati
in silenzio imperfetto –
rotoli di parole davanti
e dietro a me: l’elenco spese
un lucernario a chiarire
cose non fatte, e ciò che avrei potuto
e tende appese come vergini kore
colonne urgenti a contemplare
peccati, errori ed omissioni

poi, montagne di vuoti a perdere
una lavagna di post-it come insetti
il chiodo nella mia mente, e fuori
un mondo intero, ma non più
reale

dentro una bolla

Sono dentro una bolla, oscillo e scrivo
più non sento la musica dal vivo –
stretta in un cubo di finestre, vedo
il mondo allontanarsi
in un vortice

le melodie sono rinchiuse dentro
sbarre a riquadri
persone e sorrisi
sono dipinti e deragliati altrove

dentro una bolla simile ad opale
io mi sento una nebbia svaporata –
sto per sparire, oscillo
non scrivo

Ho chiamato il vuoto con molti nomi
zero assoluto, nulla, niente
solitudine e nebbia
notte bianca incombente
raschio
che ogni cosa cancella

e poi,
vivere in affollamento di verbi
a che serve?
se io vengo dal vuoto di storie
dimenticate
ho succhiato latte ed oblio
e per vivere, ancora
ho sgommato ricordi

la leggerezza del vuoto ho cercato
e temuto il vuoto pesante

ma vengo da un paese che non esiste
e la musica del silenzio mi chiama

 

Chiusa dentro di me non come seme
sono veranda vuota, legna da ardere –
sono una vecchia casa sulla strada
a tornanti, in discesa lungo il fiume
degradato a rigagnolo
nero

vedo un fantasma dietro i vetri
e spariscono i corvi nella sera

 

 

                                                  Laurence Winram

All’improvviso il tempo
non fu più tempo
le circostanze furono sufficienti
a colmare le ore
fu tagliata la linea di continuità
abolita ogni forma d’attesa
e con fluidi balzi
e un lievissimo ronzio
fu pieno il giorno

avanzano le ombre

 

                                                                                                   Omar Galliani

Le ore stanno acquattate
e mi guardano dall’orologio:
non c’è niente di male nell’attendere
il fruscio calmo della sera

tranquille avanzano le ombre
sulla frontiera del davanzale
scansano la mia ansia
caute scivolano sotto la massa
dei miei pensieri buttati via

ecco, i minuti mi stanno davanti
e il silenzio del cielo si espande
nel crepuscolo cinerino

 Omar Galliani

 

S’accendono lucine intermittenti
nel buio della memoria
i giorni sono colate di lava
ottundono i sensi, rallentano i gesti
pedalo leggo cammino in cerchio

la mia vita in stand – by
inciampa nell’umido calore
io, nell’attesa quotidiana
che il sole diventi nero
e il buio mi sciolga in un lungo sonno

Laurence Winram

Non so come andrà a finire
in questo mondo di scompensi
le parole non sono più chiave
ostinata le cerco
troppe e insignificanti
o svanite in un pozzo
di nulla

meglio sarebbe nascere pittore
e mischiare i colori con gusto
illuminare gli occhi di chi guarda

meglio sarebbe diventare cuoca
nutrire con cibo nuovo chi ami

le parole servono soltanto a me
le perdo e sono
vestito sfilato gettato al suolo
corpo lontano e solo
vagante fra ombre
perse

se trovo un filo di parole torno
corpo vivo, bordato di perle

Cristian Schloe

Nella mente si incollano i pensieri
in questa lunga estate ferma
sempre al punto d’inizio –
non vedo papaveri in fiore
sui bordi dei fossi
sabbia né strade
e il sole non nasce né tramonta
nella salsedine, in mezzo a brividi

sfarfallano parole incongrue
nei libri e sullo schermo –
rimango tra le pareti e mi aggiro
cammino su pietre, talvolta
ma sempre le stesse

e così mi si incollano i pensieri
dentro la spugna inerte del cuore
dalla mia mente non sfrecciano
parole vere