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Archive for novembre 2014

sinestesie

is_it_raining_over_there__by_orsoni

Esplodendo tra formazioni
scure di nuvole, l’occhio di Dio
piove luce raggiante –
incurvato, l’oceano si spalanca

masse d’acqua visibile, nubi
nottilucenti in punto di liquefazione –
ti sei visto precipitare
annebbiato in discesa
cumuli risalgono monti aspri

e più non sai se il buio splende
lievitando di vita nuova
o ti accecano laghi
neri d’arsura

nuvole-2

dalle isole sparse
l’aria instabile cresce –
sali anche tu,
con cuscini di gocce giochi –
code a virgola si discostano,
in crescendo di grigio vapore
reggono un lampeggiare di rosa
perso ai confini

porto_santo_2_by_orsoni

riflessioni di luce, nembocumuli –
il mattino ha chiarore di perla
stravolge onde a strati, fuggevoli schiume
il trealberi vola – ghiaccio e sale

cielo e terra comprimono il mare
vedi argento sottile
acqua in oceano universale ti senti

nuvole-4

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sinestesie

pietra

Portami a conquistare gli uragani
di pietra ed acqua, laghi d’erba, fiumi
frantumati dal sole. Cantano sirene
di desiderio verticale – sui bordi
dei precipizi, sbattono le ciglia
erbe fluttuanti, amare.

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luna (1)

Là dove il suono del violino scivola

su trasparenti scale di pianoforte

e vibrazioni tremule incrociano

laghi di notturno splendore –

ombre inquiete spostano la luna

rabbrividiscono le fronde

trasale il bosco –

e ancor più dove si tendono

in sottigliezza estrema i fili

di una malinconia selvaggia e ritrosa –

viene da lontano, scorre, mi cresce dentro

radice amara che mi attraversa –

piangono ancora i tasti, ridono le corde

pianoforte e violino precipitano

in stregonesca danza

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le stanze dell’ansia

Vilhelm_Hammershøi-_Die_vier_Zimmer,_1914

Le stanze dell’ansia ora sono vuote:
sfilacciati i pensieri, le mani
sfarfallano argenti a caso –
ore pesanti non strisciano più

nell’odore di legno marcito
tamponerò memorie con ciuffi di cotone
che non mi graffino i flauti striduli

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