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Archive for the ‘lettura’ Category

Ci sono libri che leggiamo con leggerezza disimpegnata, per semplice passatempo, e libri che leggiamo più o meno volentieri, consapevoli che possono arricchire il nostro orizzonte mentale; libri cui ci dedichiamo a fatica per puro obbligo, scolastico o di altro genere, e libri con cui riempiamo il tempo solo perchè ci sono capitati sottomano, perchè in quel momento erano di moda e vendevano molto, ma poi sono arrivati a deluderci e li abbiamo finiti svogliatamente.

Ci sono libri che tiriamo fuori da vecchie librerie, e, sorpresi di non averli mai letti, divoriamo scoprendo di esserci persi qualcosa, a suo tempo; ma non è irrimediabile, un libro non scade come lo jogurt, va sempre bene.

Ci sono libri considerarti imperdibili, ma che non riusciamo a digerire, e classici che ci sorprendono per la loro freschezza e capacità di coinvolgerci; ci sono anche libri nati come opere di dal violento intento anticonformista, ma che a distanza di tempo ci appaiono datati e privi di mordente nel loro linguaggio superato.

E poi ci sono libri, rari e appunto per questo preziosi, che non sono semplici libri, ma autentiche esperienze di vita: segnano il nostro percorso umano e spostano le nostre coordinate mentali. (altro…)

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“Venivamo tutte per mare” di Julie Otsuka è un romanzo delicato e tagliente, documentato e poetico. Nata a Los Angeles, la scrittrice nippo-americana condensa la storia di migliaia di giovani donne giapponesi in un libretto snello di pagine, ma talmente denso di fatti e di emozioni che poteva diventare, nelle mani di un altro scrittore, un volume pesante come un vocabolario.
Fin da subito, emerge una scrittura molto particolare, modellata in assoluta coerenza con il punto di vista scelto, quello di un’identità collettiva e molteplice: un “noi” corale, che racconta l’odissea di queste donne, partite dal Giappone per sposare gli immigrati giapponesi in America prima della seconda guerra mondiale – le cosiddette “spose in fotografia”.
Una vera e propria epopea, priva di retorica e con la voce della nuda verità, che prende il lettore pagina dopo pagina e non lo lascia fino alla fine. Un afflato umano e poetico unisce la molteplicità delle storie; la speranza cede presto alla paura, alla tristezza e a un’indomabile rassegnazione; poche cadono sotto i colpi della delusione e della fatica perchè, sotto l’aspetto fragile e minuto, si nasconde una fibra d’acciaio. (altro…)

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leggendo Alice

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Ogni racconto di Alice Munro proietta il lettore in un punto qualunque del tempo e dello spazio appartenenti a donne e uomini (soprattutto, ma non solo donne) , dentro di loro e nelle loro case, fra i loro oggetti, nella natura che li circonda e che alcuni di loro percepiscono con acuta sensibilità. Ascoltiamo le loro parole e vediamo i loro gesti; intorno ad ogni sillaba aleggia il non detto, si allungano le ombre di ciò che nessuno oserebbe dire a voce alta e vengono abbozzate le sfumature di ciò che i personaggi (sarei tentata di scrivere “le persone”) non oserebbero neppure pensare; intorno ai loro movimenti, il lettore avverte ciò che non è stato fatto o non si potrà mai fare. E tutto con la leggerezza di una piuma e insieme con la precisione di un bisturi. (altro…)

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