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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

LIMINA MUNDI

Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di:

Marina Raccanelli

Isole sospese, io sono lì
nell’azzurro irreale oltre
la visibile linea liquefatta

sospese isole, io sono qui
sopra la sinuosa
serpentina di schiuma, scia
dietro il vivere

*

Cerco la goccia in fondo al mare
un piolo nel turbinare
dell’umanità disgregata –
cerco le latitudini strane
dei miei pensieri smagliati
i suoni dell’assurdo non percepito
il silenzio sordo del mondo
in fragile disgregazione –
cerco
l’incarnazione di Dio nel minuscolo
fiore, nell’unghietta di un bimbo
neonato, nel soffio dei venti astrali
e trovo te, illogico amore
ritornato bambino

*

Quando io morirò sarai nel sole
formica in fila sul bordo, zanzara
ubriaca in riflesso di palude
bombo pesante al petalo
del fiore

libellula in alone controluce
io ti vedrò vibrante nel vapore
dei soffioni a migliaia
che il vento sperde

dentro il buio
avrò palpebre
di luce

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Un interessante articolo di Papagena, tratta un argomento che mi sta molto a cuore

SCRITTI di PAPAGENA

 70 anni fa     10 febbraio 1947

Firma del Trattato di pace

Giorno del ricordo

Il 10 febbraio si rinnova la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Ogni anno si ricordano, sempre fra le polemiche, il lungo esodo e la traumatica fine della comunità italiana che viveva al confine orientale, e della quale oggi rimane solo una minima traccia; in questa terribile vicenda hanno avuto un ruolo determinante i totalitarismi del Novecento, tutti, anche se i seguaci di ciascuna ideologia ne pesano diversamente le responsabilità.

Fra polemiche senza esclusione di colpi, aspre e per molti dolorose ed amare, finiscono dimenticate la lunga storia degli Italiani dell’Adriatico Orientale, le loro profonde radici in quelle terre e in quel mare e tutto quello che nei secoli hanno costruito, le…

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un racconto molto particolare…

viadellebelledonne

campo del ghetto

Nel 2016 il Ghetto di Venezia compie 500 anni. Una buona occasione per postare questo racconto di Marino Orsoni, scritto nel 2008; per questo motivo appaiono nella narrazione alcune circostanze ormai datate. Naturalmente speriamo che l’incubo prefigurato non si avveri.

1

10 dicembre, lunedì. Erano le nove e quaranta, l’ora di Luigina Penso vedova Tramontin. Puntualissima usciva dal portone della sua casa sul rio di Cannaregio, e se lo chiudeva alle spalle con cura. In fondamenta, quasi di fronte a lei, stava aprendo la solita bancarella di oggetti vari: casalinghi, plastica, fiori… Un mazzetto di margherite, così finte da sembrare false, attrasse il suo sguardo e le fece ricordare l’imminente visita ai finanzieri, le guardie che stazionavano giorno e notte nel ghetto, per dissuadere Bin Laden dal venire fin qui per fare il suo attentato più spettacolare e clamoroso. Venezia, si sa, è il miglior palcoscenico del mondo…
Dal giorno in…

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Dal 19 marzo al 19 giugno, nelle rinnovate Gallerie dell’Accademia a Venezia si può visitare una mostra molto interessante, non soltanto per i Veneziani ( in quanto Aldo Manuzio è un editore che ha praticato la sua attività nella Venezia del Rinascimento), ma per tutto il mondo, perchè con lui nasce l’editoria moderna, che in seguito si propagò da Venezia verso l’Italia, l’Europa e il mondo intero: una rivoluzione paragonabile soltanto a quella che attualmente si sta svolgendo  attraverso internet.

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BUONA PASQUA

resurrezione

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viadellebelledonne

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Once upon a time o meglio c’era una volta una lumaca che si chiamava Lumaca e viveva in un paese che si chiamava Paese del Dente di Leone, insieme ad altre lumache che si chiamavano Lumache anch’esse. In questo paese tutte le lumachine, lente, appunto, come si conviene a delle vere lumache, conducevano senza alcuna identità una vita lenta e abitudinaria. Un giorno la lumachina comincia a porsi delle domande alquanto scomode, vuole sapere perché le lumache sono tutte così lente, perché si chiamano tutte lumache e a cosa serve la lentezza. Così si avventura fuori dal tranquillo prato e comincia un viaggio. Durante il viaggio fa la conoscenza della saggezza, rappresentata da un saggio gufo e della memoria, rappresentata da una vecchia tartaruga. La lumachina affronterà innumerevoli pericoli, conoscerà gli uomini che non camminano con le loro gambe ma si avvalgono per gli spostamenti di velocissimi mezzi che hanno…

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E QUANDO

una poesia di Papagena

SCRITTI di PAPAGENA

E quando il mondo sensibile

che mi chiude nel suo fascino

duro e luminoso,

nella gioia e nella sofferenza,

sarà solo un lontano ricordo,

uscendo dal bozzolo

stupita da nuovi orizzonti,

mi fermerò per un attimo ancora,

desiderosa di conoscere,

prima del volo.

Non avrà fine, forse,

il nuovo viaggio.

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