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Posts Tagged ‘alberi’

Val Venosta

Le mele crescono dove c’è tanta acqua
i merli cantano, le case s’alzano in volo
respirano nuvole i boschi – dentro la torre
si appendono pipistrelli nudi

lavorano i vivi, dormono i morti
sulla ghiaia del cimitero
vagano lumini rossi

se la terra è tutta cosparsa di fiori
mille torrenti trascinano tronchi e fango
mormora l’acqua, il vento impazza –
dentro i castelli, torture e vessilli

dal Cristo fuoriesce sangue
l’angelo è d’oro
la Vergine impugna la spada

alberi coronati di luce
guardano le nuvole in fuga
scotonate sui dorsi dei monti

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pensiero

is_it_raining_over_there__by_orsoni

Non sarai più qui domani
a sentire le fronde e il fiume
passeranno altre ombre sotto il cielo
più non dialogherai con gli alberi

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bonsai

Klimt

Klimt

Vorrei che mi spuntasse nel cortile
un albero di endecasillabi
fra le erbacce e le rose tentennanti

sul balcone rivolto a est
coltiverei bonsai
con rami di settenari e quinari
tutti fruscianti nella fresca brezza:
un vaso per la felicità
uno per la malinconia
uno per la sorridente tristezza –
ondulati bonsai luccicanti
con foglie d’haiku e rami
in forma di liberi versi
ornamentali

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campanula

Mi scioglie il cuore
una campanula viola
gentilmente
inclinata sullo stelo

la mia ombra la sfiora

mi stordiscono gli alberi
controluce e le verdi fiamme
dei prati…ed oscilla
in curva di danza sul bordo
del sentiero che scivola
tra boscaglie
e dirupi
la trasparenza sfrangiata
del minuscolo fiore
nel silenzio cangiante
della sera

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cimitero
la presenza degli alberi
abbracciava ogni pietra, ogni nome inciso
sprofondare di sassi, ossa senza nome
stridori di motoseghe nel cimitero ebraico
e quell’uomo, in alto, che gridava scostatevi
viene giù, crolla il ramo grande

la corona alta di piante
mi metteva una frenesia di graffiare il tempo –
un lampo nel groviglio, i gesti si chiusero
sull’erica spettinata
le parole nei vasi di ruggine

poi, corsero per i tronchi discorsi antichi
rami turgidi di memorie fecero uscire
fiduciosi sussurrri dal fogliame

come se ci credessi pregavo
come fossero vivi, respiravo per loro
e per chi vive nella prigionia del corpo
assaporavo guizzi di luce nell’acqua

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Carl Vilhelm Holsøe - Tutt'Art@ (13)

Quando un pallido sole sbiadirà
tende smerlate e sagome d’alberi
nuvole senza contorni
nasconderanno il cielo
quando in silenzio
sarà lucciola incerta il mondo – a sud
travolgono terra e mare le tempeste
nei vortici la gente muore – in questo
baluginare d’echi stridenti resto
raggomitolata, incapace

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tu lì ora

sentiero

Tu lì ora
lì dove sei
non hai caldo né freddo
come
mai fossi stata viva –
da tempo già non sentivi
sapori suoni colori odori
ti nutrivi con aghi –
tu lì ora non vedi nubi
fili d’erba o dirupi
né sentieri romantici
tu lì ora – ma dove?

Io che vorrei versare in te
il cielo che mi trabocca dentro
i rampicanti gentili sui sassi
lussuriosi alberi verdi
piante rosse dai gambi perfusi
le note in lieve sottofondo, i mattini
gocciolanti, ogni singolo albero
le curve dei prati affettuosi
io che vorrei non posso

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