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Posts Tagged ‘pietra’

 

Luca Campigotto

Abitare l’assenza
dove la terra è pietra
prosciugata da rivoli carsici:
sopra, scatta la salamandra
dentro, un groviglio di cunicoli –
abbrancate da filo spinato
si accatastano ossa e ombre

e fantasmi del tempo trasvolano da ogni dove
questo incrocio di pianure lontane
calamita e respingimento
di genti rimescolate –
nei quattro angoli della mia anima
questa assenza è un soffio
di fantasmi sfilati
il vento, una livella che spiana

il mio corpo è un vorticare di molecole –
intorno, vedo soltanto
pollini librati su precipizi,
su cascate di minuscoli rimbalzi
e immani trasmigrazioni

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quasi straniera

quasi straniera

La morte notturna mi rovescia
spiaggiata nelle stanze incoscienti
nel mattino, un’eco lontana
acqua impaziente nei tubi
brontolio di motori sull’acqua
o forse
un alfabeto di note straniere
le capisco un po’ meno
ogni giorno che passa

figure sformate si aggirano per le calli
al posto dei piccioni
gabbiani in picchiata come albatros

mi specchio dentro volute
di pietra e acqua torbida
quasi straniera nella città
me ne andrò
in trasparenza

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cimitero
la presenza degli alberi
abbracciava ogni pietra, ogni nome inciso
sprofondare di sassi, ossa senza nome
stridori di motoseghe nel cimitero ebraico
e quell’uomo, in alto, che gridava scostatevi
viene giù, crolla il ramo grande

la corona alta di piante
mi metteva una frenesia di graffiare il tempo –
un lampo nel groviglio, i gesti si chiusero
sull’erica spettinata
le parole nei vasi di ruggine

poi, corsero per i tronchi discorsi antichi
rami turgidi di memorie fecero uscire
fiduciosi sussurrri dal fogliame

come se ci credessi pregavo
come fossero vivi, respiravo per loro
e per chi vive nella prigionia del corpo
assaporavo guizzi di luce nell’acqua

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una piccola luna

pelmo

Una piccola luna
le sedie sole
fra gli alberi scorre il fiume –
uccelli in conversazione

il mattino ha pensieri freschi
il Pelmo è intatto sui boschi

quante volte ho sofferto la fatica
dei passi su pietra e sotto il sole
e poi, la gioia dell’oltre!

sopra i corvi le aquile le valli
l’acqua brilla, dell’uomo non c’è traccia
ogni cosa è scomparsa che non sia
aria, luce, sole vibrante
fra invisibili astri nello spazio

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