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Posts Tagged ‘tempo’

un cerchio perfetto


Questo tempo
che si smaglia in pozzanghere
luccicanti sotto i lampioni
rompe la monotonia e si addensa
in solidi blocchi
sospende i battiti, poi rifluisce
in chiaro silenzio

solstizio dopo solstizio
le stagioni della mia vita nevicano
a ventate si svuotano i ricordi
nel biancore che avvampa e li risucchia –
solstizio dopo solstizio
la vita mi si scorcia alle spalle
nella pianura di neve torno bambina
il tempo, una nebbia sfilata tra il prima e il dopo
ma, prima ancora, non esistevo – fra poco
si compirà un cerchio perfetto

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Non so chi fossi
né con chi parlavo –
nella mia assenza
plurime sottrazioni

(voci lontane, nel tempo e nello spazio
risorgeremo un giorno, dicono
saremo ancora carne e sangue
saremo insieme, purificati)

Dentro questi
orizzonti di fuoco e ghiaccio sciolto
tutto sembra cadere nel
precipizio
sbriciolarsi nel nulla –
io m’illudo soltanto
di tramonti
fili d’erba e sorrisi di bambini –
poi, galassie e distanze siderali
dove risuona ancora il tutto

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la bambina del sogno

La Pupa guarda il mondo e non si annoia
beve il tempo a piccoli sorsi
e pause pazienti –
ogni giorno ha i suoi ritmi, e qualche
sorriso tra i suoi capelli
lucenti e spumosi

la Pupa ha una grande casa, gremita
di silenzi e ricordi – quanto lontani?
pronti a spuntare dietro gli angoli
sotto i centrini, dai mobili, dalle finestre
sempre chiuse dopo le sette
in luminose esplosioni
di grida e corse: è la bambina
del sogno, è lei
presente e viva, profumata di mare
mai stanca

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Laurence Winram

 

Il tempo è una tenda chiara
la muove il vento in trasparenza
rintocco di campana oltre la laguna
eco d’infanzia lontana

il tempo è garza su ferite
vetta di un gotico campanile
vibrazione dello sterminato
silenzio
prima che la brezza cada

dalla linea d’ombra allora vedremo
tornare lenti su oblique file
i vascelli oscuri dell’oltre

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Fra rotazioni di pollini
e foglie in fremere
suasivo un merlo fora il tempo
calmo del pomeriggio –
nubi d’argento e cieli brevi
sopra i tetti e le case
popolate da scarne figure sole –
più in là
torrenti d’animali e d’uomini
in polverose
transumanze

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Se la mia vita fosse uno zampillo
d’acqua chiara con gorghi di note
e facile scrivessi, come mano
che sfiora i tasti, pizzica le corde
evoca melodie, rilancia accordi –
niente è fermo, tutto è sempre nuovo –
se la mia vita fosse una follia
di quadri e canto, segni e gesti –
una fra tanti, una nel fluire
di ogni cosa nel tempo – esisterei

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Persa nei campi elisi di un balcone
ascolti il suono delle cicale
attutito dal tempo
bimbi nudi e salati corrono fra le dune
selvagge degli Alberoni
era un altro millennio e il vento
respirava tra i rami degli oleandri
come fa ora lungo i condomini
ti chiamavano Pupa, abbronzata dal sole
del mare e della montagna
ricordi sempre più lievi
galleggiano nei tuoi capelli d’argento
di giorno sogni, la notte scompari
dietro persiane sbarrate
ma continui a sentire un suono
come di cicale lontane

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