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Archive for the ‘immagine’ Category

ancora un giorno

L.Winram

Ancora un giorno, ancora
un altro pomeriggio:
le tre e tre quarti, anzi quasi le quattro
solo un lieve ronzio
ed il tempo avanza senza cedere
agli intoppi d’abisso
ecco
sono le cinque, anzi
quasi le sei
sto guadagnando un giorno
ho perso ciò che non so
sedimentato nello stagno
vuoto
che non conosco, infisso
dentro di me, nel profondo

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mutevole rapsodia

Non esiste altro luogo dove andare
ora è il tempo della melodia
non più indugi, attese e sconforto
una pioggia di note crivella
corpo e mente in un mare di suoni…
ti travolge il ragtime – onda anomala

non esiste altro luogo dove andare
ma soltanto il presente che scivola
e il sassofono scioglie e sprofonda
con mutevole rapsodia

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ora ch’è andata così

Ora ch’è andata così
senza una vita di riserva
una luce impietosa svela
strati di errori recidivi
per te, che vivi stretta
dentro elastici tesi da te stessa
la superficie è liscia, quasi perfetta –
dietro le spalle svettano
guglie di bellezza e splendore
a forare gli oceani di piombo fuso

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Ci sono libri che leggiamo con leggerezza disimpegnata, per semplice passatempo, e libri che leggiamo più o meno volentieri, consapevoli che possono arricchire il nostro orizzonte mentale; libri cui ci dedichiamo a fatica per puro obbligo, scolastico o di altro genere, e libri con cui riempiamo il tempo solo perchè ci sono capitati sottomano, perchè in quel momento erano di moda e vendevano molto, ma poi sono arrivati a deluderci e li abbiamo finiti svogliatamente.

Ci sono libri che tiriamo fuori da vecchie librerie, e, sorpresi di non averli mai letti, divoriamo scoprendo di esserci persi qualcosa, a suo tempo; ma non è irrimediabile, un libro non scade come lo jogurt, va sempre bene.

Ci sono libri considerarti imperdibili, ma che non riusciamo a digerire, e classici che ci sorprendono per la loro freschezza e capacità di coinvolgerci; ci sono anche libri nati come opere di dal violento intento anticonformista, ma che a distanza di tempo ci appaiono datati e privi di mordente nel loro linguaggio superato.

E poi ci sono libri, rari e appunto per questo preziosi, che non sono semplici libri, ma autentiche esperienze di vita: segnano il nostro percorso umano e spostano le nostre coordinate mentali. (altro…)

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Safet Zec

Ma perchè hai dovuto andartene
con tanta, difficile lentezza

vivevi in un mondo di ombre –
oltre la memoria e verso
dimensioni di presenze sfumanti,
di nebbie, forse, o del nero più denso

ogni tuo passo era sempre più lento
finchè non ci furono più passi
però, lo spirito continuò a viaggiare –
non potevi dirlo a nessuno
ma sapevi la direzione del viaggio

gli attimi duravano secoli
i giorni morivano in uno zero –
la morte intrecciata con la vita
fece scivolare le tue ore
verso un buco nero
dove non esisteva il tempo

per me, il tempo ha cambiato nome

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Il bimbo, la mamma, la nonna e la bisnonna
tutti eravamo insieme nel sogno
di sabbia giallo-oro e cielo azzurro –
fra le nuvole, creste e dentelli d’onda
passava un respiro arioso
“non toglierti il cappellino”gli dissi
andiamo a salutare la bisnonna –
passeggiando sulla sabbia soffice

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Di quanti filtri
pellicole adesive trasparenti
maschere d’argilla o creta
rapprese ai bordi, crepate con fulmini
in trasversale sull’anima,
di quanta cartapesta e fondotinta
sul volto abbiamo bisogno
per sentirci esistere
e calamitare l’altrui attenzione –
quante reti comprimono
gesti, pensieri, parole
in quali cavità la mente cola
corpo e spirito trafugati
da illusioni precarie
coazioni a ripetere
serialità stampigliate
di stereotipi –
quando
saremo noi
fuori dai lacci?

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