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Archive for the ‘foto’ Category

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Vengo da un mondo scomparso
navigo a vista
tra ostacoli mobili e scogli
figure mi vengono incontro
di densità ignota
mi scalfiscono, a volte le schivo
vengo da un mondo ignoto
inghiottito dal tempo, per questo
io non ho guscio, non mi difendo
che facendomi poco a poco
trasparente fra trame, invisibile quasi
dentro un fluido alieno

per non perdermi, fisso puntine
di parole nei punti
cardinali del mio sentire
me stessa, fra flussi
di pollini inconsistenti

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un battito manca

foto di Matteo Bevilacqua

I giorni scorrono indifferenti, poi
si espande il coro nel buio –
nell’intreccio di vite e storie
un nodo stringe, un battito manca:
le voci salgono, siamo qui
siamo la pausa e l’amen
gioia e dolore
siamo la speranza

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Meglio se fosse il pomeriggio
di un lunghissimo giorno d’inverno
il mare avesse sponde di nebbia
e la casa giacesse a lievitare
su fiori di ghiaccio

o librarsi più in alto su pianure
sfibrate da mille incendi e rifiorite –
sprofondare negli oceani a contemplare
l’intimità degli abissi attraverso un vetro:
diecimila metri sott’acqua ondeggeranno prati
si snoderanno pesci d’oro e serpenti felici

nella foresta dei coralli viventi
troveremo un respiro primordiale

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C’è sempre un procedere a ritroso
laghi e fiumi, pianure
qui si perde l’ultima luce –
cadono dai rami silenziose parole
le stacchi come frutta

spesso procedi a sbalzi
storditi sul tempo vuoto –
nel ventre notturno filtrano voci
guardi in alto, qualcuno sparge
folate improvvise di stelle

nello spazio deserto un cuore bussa

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Caorle d’inverno

 

Foto di Piero Orsoni

oltre il giorno cristallizzato
nel riverbero sfatto di splendore
con dita di schiuma l’aria
ti scioglie in quiete perfetta

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Brooke Shaden

Era un giorno di vento teso
mulinelli e cartacce da schivare
un giorno da procedere obliqui
invidiando lo slancio ai gabbiani –
padroni del vento e frecce
sommersi in un giubilo di raffiche

era un giorno di vento sferzante
l’aria sbucciava la crosta al mondo
svelava stringhe del passato, a caso
sapori e suoni in smarrimento

ora che il vento ci spinge
verso incroci sbagliati
sentieri senza biforcazioni
più forte dei gabbiani è la memoria:
una tenerezza antica, i grilli nella notte
il mare d’estate, profumo di abeti
voci amate che il passato
ci sospinge nel vento

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incipit

Farò la dieta del sonno
nel silenzio che mi dilava
aspetterò
nuove sillabe e parole nuove
mi farò piccola piccola
tanto lo sono già, dentro
per spiccare un fiore d’inverno
mi brucerò di freddo le dita
e goccerà sangue sulla neve –
che importa – dentro il tacere greve
di una mente sorpassata dai giorni
sboccerà un incipit, forse
di quale libro non so

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