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Posts Tagged ‘mattino’

alla fine

z-beksisnki

beksisnki
Alla fine, quello che non hai dato
sommerge le onde del mare –
tramonti e albe da urlo non valgono
mezzanotti di luna allucinata –
hai donato alla vita
nient’altro che piccole cose, pure
magnanimi sassi di splendore
sorridono alle nebbie del mattino
e ciò che non hai dato svampa
goccia a goccia gualcisce
rimasugli di ore calanti

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magritte_il_vestito_di_notte

La luna risucchiata dentro il cuore
io l’ho sorpresa, di primo mattino
fluttuava provvisoria
sopra un tetto
dentro un’aura diffusa
e trasparente

con gioia
ho respirato il suo silenzio

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come se

spiaggia 1

foto di Piero Orsoni

Come se io non ci fossi,
sorge chiaro il mattino
e i colombi toccano il cielo
con i loro caotici
sciami
Come se non ci fossimo, l’onda
scorre sull’onda, infrante
sull’arenile piatto – forse
su questa riva
non c’è mai stato
nessuno

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tramonto grigio

foto di Piero Orsoni

La mia anima è sempre stata altrove
nelle favole astratte, di rugiada
nel mattino di luce

la mia mente dilata il mezzogiorno
pensierosa di cose indifferenti –
è scampata al disastro, impara
a far finta di niente
nelle trappole assurde d’ogni giorno

l’anima mia scivola indietro
nebulosa in reticoli lucenti –
ai disastri scampati non fa caso
annegata nell’ultimo raggio
grigio perla al tramonto

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come e quando

Cristina Finotto

Cristina Finotto

come e quando
sarò altro
nel crepuscolo breve del mattino
sarò goccia sul filo, sarò pozza
dell’inverno fangoso, come e quando
sarò corpo di nebbia e non-pensiero

altri si occuperanno della carta
divideranno
l’umido dal secco

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forse un mattino

Soap_bubble_sky

Forse un mattino dentro una bolla di vetro*
mi spingerà il vento oltre le colline
mi ritroverò sul pianeta gemello
libera e sola nell’universo

Signore, non esaudire
il mio desiderio

*chiedo venia a E.Montale

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un respiro sottile

mattino

Il mattino ha un respiro sottile
delicate inquietudini nell’aria –
e non parlo del merlo
mio compagno dei giorni dispari

il mattino ha un sentore d’orto
anche se l’erba è disseccata,
di brezza che scuote i cespugli
di bambini all’asilo

il giorno è fuori, non lo vedi
tra oleandri rigonfi di biancore
promesse vibranti spezzano i vetri
sono scomparse le rondini

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