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Posts Tagged ‘vita’

Van Gogh

Van Gogh

Camminerò verso un mare notturno
sotto stelle rotanti e lune arancio
come in un quadro di Van Gogh

il pizzicato di un violoncello solleverà
onde a virgola, bianche e aguzze
ci saranno gli scogli di Etretat

niente sarà reale
solo il battito del mio cuore

avanzando nel liquido nero
vibrazioni profonde mi laveranno
toccherò il limite tra morte e vita

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corcos

Non era che sogno e ricordo
tutto
nella stanza dei grilli o nel cortile
del gatto in amore
nel giardino dei fichi e rosmarini, tu
intrecciata di immagini a colori

il ricordo era sogno e il sogno ricordo
nelle pagine, dentro i libri o nei tramonti
gloriosi sulla laguna – però
la bellezza dell’acqua e dell’aria erano colme
di nostalgie verso mondi ignoti

sotto la galleria degli ippocastani
è stato un sogno il ricordo
di parole scambiate e perse
mai pronunciate
dentro griglie di nebbia e colature
rarefatte – nelle intricate caverne
di cespugli vibrava l’eco
di un’altra vita, altrove

e adesso che il tramonto è davvero
un calare definitivo
attraversando un caleidoscopio
di vite sfiorate senti
che il sogno è ricordo
il ricordo sogno

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altalena

Caffaro Mario

E trattengo il pensare dalle cime
confondendo i principi con la fine

Chi vuol giocare con me all’altalena?
Elena lo fece, ma non per gioco
forse, nel bosco dalle fronde chiare
prima di mille donne, poi mille altre
dondolarono nei secoli per disperazione

il nemico era dentro le porte
nelle viscere e nella memoria
nella pelle stava inciso, incastrato nelle ossa
ma se non puoi cacciarlo rientra in te stessa
arraffa la vita goccia dopo goccia
tocca con gioia ingorda il filo d’erba
nel microcosmo sarai serena

minima è la densità dei secondi
ecco, nell’alba la luce si alza

Rispondendo a una richiesta di Papagena, aggiungo a questo testo una precisazione che vale per tutti.
La mia altalena non è quella di Elena, ma la “normale” altalena di alti e bassi che ogni essere umano prova, e forse le donne di più: per risalire dai bassi, a volte la poesia aiuta.
Nel mito greco, c’è un legame tra l’altalena e la morte per impiccagione, vedi i miti e i riti relativi ad Erigone; quanto ai miti relativi ad Elena di Troia, la loro quantità ed estensione nel tempo e nello spazio sono considerevoli.
Secondo la tradizione principale, dopo la guerra di Troia Elena tornò col marito, e visse con lui a Sparta onorata e rispettata, in quanto non considerata colpevole ma vittima del fato.
Secondo un’altra versione, Elena morì impiccata a Rodi, in seguito ad una vendetta.
Rabbrividisco pensando alle giovani indiane stuprate e impiccate.
Tuttavia, tutti e tutte, ieri come oggi, abbiamo le nostre altalene psicologiche; ci sono nemici lontani e nemici vicini, che ci rubano la pace e purtroppo anche la vita. I nemici più difficili da riconoscere sono dentro di noi.Se non li debelliamo, non saremo mai liberi.

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farne un fascio

goya 02

Ah questa vita, farne un fascio
di sbagli, tagli e sfregi
sparpagliarli per terra tutt’intorno
quant’è larga la cerchia della capra
legata all’albero – così io sono
pulcino nel cesto, balorda che incespica
nella riffa tarantolata del mondo
sbilanciata da ciò ch’è stato, dimentica,
annebbiata nel rap del presente
troppo vicino per vederlo

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ti apparirà in sogno

van-gogh-ulivi

Ti apparirà in sogno
la soluzione di tutti i problemi
una volta per tutte
più non mendicherai la vita
non dipenderai dai punti di sospensione
intorno a te

vedrai gli ulivi serpeggianti
sui prati scossi da Van Gogh
una Madonna col Bambino
nella mandorla d’oro –
tutta in un punto la tua vita
scorrerà in logica consequenziale

…………
mi sveglierà il canto di un merlo
con le sue virgole perfette –
tornerò smemorata, pronta di nuovo
a pinzarmi l’animo scollegato
rattoppare gli squarci con puntine

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i confini del buio

luce buio

Voglio sporgermi al limite del giorno
dove sembra la vita declinare
ore e minuti scivolano veloci
mentre l’ansia scompare
e coglierò il bagliore laminare
spada infissa ai confini del buio

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luogo sconosciuto

bambole_3_664

Sono in un luogo sconosciuto
dove il tempo non lascia traccia
le persone hanno guance lisce
sembrano avatar –
acquattate negli angoli bambole
abbracciano vecchi folletti
vassoi di peluches si sporgono
chiedono solo attenzione

oggetti ombrosi affollano
cassetti chiusi, ante aperte e sbattute –
celle di contenimento
al lievitare di antiche memorie

la morte ha illuminato la vita
con nucleare bagliore –
indica percorsi a singhiozzo
il finale non ha spiegazione

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