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Posts Tagged ‘silenzio’

Laurence Winram

accadde in silenzio
contemplando un azzurro lontano
e poi oltre la curvatura
all’improvviso rimasi spoglia
di tutto
senza me stessa, senza un centro
petalo trasparente, trama di foglia
disincarnato nocciolo di ciliegia
nel piatto bianco –
alle mie spalle, dietro il vetro
si mossero con lieve fruscio
ombre disordinate

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incipit

Farò la dieta del sonno
nel silenzio che mi dilava
aspetterò
nuove sillabe e parole nuove
mi farò piccola piccola
tanto lo sono già, dentro
per spiccare un fiore d’inverno
mi brucerò di freddo le dita
e goccerà sangue sulla neve –
che importa – dentro il tacere greve
di una mente sorpassata dai giorni
sboccerà un incipit, forse
di quale libro non so

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stella alpina

Nel cuore del mio silenzio ho trovato un libro:
avvitato a spirale
sfogliava pagine quasi bianche –
mi rabbrividì la nuca un soffio
a precipizio, sussurri in fuga
rotazioni di fogli all’indietro…

il silenzio invase ogni pagina:
scivolò dal biancore abbagliante
una piccola stella alpina:
nella sua consistenza di panno
era grigia, candida e verde
rappresa da un sole lontano

Edelweiss (Leontopodium alpinum)

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Silenzio e solitudine sono il mio respiro –
disegnano una quiete danzante
tutto l’oro d’autunno e il rosso
di foglie lanceolate

treni di tenebre hanno scompigliato
le nostre vite, ma poi
vennero le stanze calme
con pareti di porpora e angeli sparenti
caddero note sospese
di neve lenta

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Lawrence Winram

Il silenzio scorreva tra lievi
sfarfallamenti del tempo:
ad ogni stanza, perdevo un abito
una gonna, una giacca, una memoria –
dai vetri accostati delle finestre
penetrava una polvere di note –
nebuloso emerse un ricordo

mi riavvolse il silenzio come feltro
nella stanza del nulla denso
persi un cappotto, memorie e parole –
nell’altra stanza, precipitavano numeri
frasi e versi, diagrammi a colori

e il silenzio scorreva sempre
verso la danza dei vortici neri

nell’ultima stanza, la mia anima nuda
fu accarezzata da un notturno
distillato con preziosa lentezza –
note e silenzio si fusero
nella vibrazione
sparente

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non desidero altro che la sera

Non desidero altro che la sera
la sera e la frescura
dopo il giorno urgente e sfasato
la sera ed intonaci
non più assolati – per ultimo
risplende un quadrato giallo –
ma le finestre tacciono
ogni tegola è chiusa
nel suo silenzio, le mura
del condominio si saldano
in angoli definitivi –
dentro, le pareti si perdono un po’
frasi intere si cancellano
nelle pagine del mio quaderno

però la sera mi consola
amica del mio lento disfarmi…
fossi un gatto, giocherei con il filo
della mia vita che si sgomitola
sempre e ancora lo inseguo

 

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03/02/2012 Venezia - Laguna ghiacciata a Campalto e San Giuliano  © Errebi

Tu dove sei
che ti credevo vicino
nel tramonto dei sensi, polline
vivo e bambino
pulsare di sangue e ronzio
intimo del silenzio – dove
sei andato, che più
non posso vederti

intanto
colano le ore nel dimenticatoio
io mi risveglio inutile, scornata
e tutto il giorno mi sta davanti
superfluo –
più non ti trovo e non so
chi sei, come ti chiami
resta una vaporosa nostalgia
luccichio che lentamente si snoda
bava di lumaca o piuma d’angelo, chissà
nell’umida sera di Venezia il respiro
diventa ghiaccio

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