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Posts Tagged ‘silenzio’

03/02/2012 Venezia - Laguna ghiacciata a Campalto e San Giuliano  © Errebi

Tu dove sei
che ti credevo vicino
nel tramonto dei sensi, polline
vivo e bambino
pulsare di sangue e ronzio
intimo del silenzio – dove
sei andato, che più
non posso vederti

intanto
colano le ore nel dimenticatoio
io mi risveglio inutile, scornata
e tutto il giorno mi sta davanti
superfluo –
più non ti trovo e non so
chi sei, come ti chiami
resta una vaporosa nostalgia
luccichio che lentamente si snoda
bava di lumaca o piuma d’angelo, chissà
nell’umida sera di Venezia il respiro
diventa ghiaccio

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cropped-fratture-1.jpg
Dopo aver letto cento libri
senza più scopo né meta
il tempo è una scatola di cartone
le finestre, di ghiaccio e nebbia

mille libri mi guardano in silenzio
grumi di persone mormorano intorno –
quanto è più forte il loro eco
io più cerco fessure di silenzio

mari, monti e deserti lontani
dissolvono profili di quiete in purezza –
lì mi trasferisco a mezz’aria
respiro un azzurro sfumante

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casino-degli-spiriti
Esiste un giardino d’erba
hortus conclusus tra laguna e pietre
invisibili suore coltivano rose
piccoli peperoni in forma di fiore –
l’aria della sera odora
di rosmarino pallido

ospiti misteriosi dormono
nelle stanze segrete –
in questo silenzio perfetto
annusiamo in sogno le piante
ci accarezza il vento e il sorriso
di una piccola suora

lontana, è la terrazza sull’acqua
più lontano, il frastuono del mondo

casin_dei_spiriti

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sto qui

gabbiano-sui-tetti

Sto qui e basta
conto le tegole del tetto
davanti alla mia casa –
dalla ringhiera guardo
impallidire il cielo

l’uccello sul comignolo
è scomparso –
sale la fine del giorno
mi avvolgo in un silenzio
di piccoli rumori senza
significato

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Catastrofi

Cristian Schloe

Cristian Schloe

C’è qualcuno che grida nel silenzio
e la grande casa piena di echi
ora è vuota:
la gomma del tempo ha sbiancato
voci stizzose, allegre, suoni cantati
bambini cinguettanti e vecchi rauchi

non so dove sono andati
e chi sono io, dove vivo

oltre lo schermo oscuro
questa è la terra di nessuno
luogo del tutto, patria del niente –
non comprendo gli idiomi delle folle
non i gesti, i vestiti, i tatuaggi

e sciamano in riti assurdi –
mentre aspetto l’angoscia dei minuti
sono io la mia terra, sono nessuno
e continuo questo lungo cammino
separata, non so fino a quando
dalle catastrofi assordanti

schloe 1

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campanula

Mi scioglie il cuore
una campanula viola
gentilmente
inclinata sullo stelo

la mia ombra la sfiora

mi stordiscono gli alberi
controluce e le verdi fiamme
dei prati…ed oscilla
in curva di danza sul bordo
del sentiero che scivola
tra boscaglie
e dirupi
la trasparenza sfrangiata
del minuscolo fiore
nel silenzio cangiante
della sera

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fuori stagione

cava 63

fuori stagione, pensano i prati
niente fiori né fumo dai camini –
legno marcio nei cinque fienili
ammassati in silenzio sul costone
come gufi in agguato

e trascina carriole di fatica
di vivere
la vecchia col grembiule

oggi, mi sento anch’io
fuori stagione

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