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Posts Tagged ‘pianoforte’

Un oceano di sonno senza violini:
mi piacerebbe scivolarvi dentro. ..

torrenti di suoni si gettano
nell’alveo di danze vibranti –
se il pianoforte racconta una storia
un violoncello sotterraneo tocca
sabbie profonde nell’anima –
il violino si slancia d’imperio
l’intreccio avvolge ogni cosa
in elegie senza riparo…
i nervi scoperti sono un grido silenzioso
ecco infine l’oceano senza nome
mosso appena da imperturbabili suoni
è l’oceano di sonno senza violini
ti sommerge con un tremito viola

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Philippe Parreno

Philippe Parreno “My Room is a Fish Bowl”

La mia stanza è una casa di pesci
galleggianti a lenti intervalli
nelle note del
pianoforte

sfrecciano scafi dietro i vetri –
sazi di bianchi spazi noi
dalle grandi finestre
vediamo acqua e nuvole
navi e cupole in transizione –
separati dal mondo, noi

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luna (1)

Là dove il suono del violino scivola

su trasparenti scale di pianoforte

e vibrazioni tremule incrociano

laghi di notturno splendore –

ombre inquiete spostano la luna

rabbrividiscono le fronde

trasale il bosco –

e ancor più dove si tendono

in sottigliezza estrema i fili

di una malinconia selvaggia e ritrosa –

viene da lontano, scorre, mi cresce dentro

radice amara che mi attraversa –

piangono ancora i tasti, ridono le corde

pianoforte e violino precipitano

in stregonesca danza

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Catturato lo sguardo a tende appese –
acquarelli, luci a rovescio
seggiole pietrificate

fingeva se stessa la vita, fuori:
maniche vertiginose di bianco vento
un camino aspirava muri
il cielo, un azzurro taglio, stretto

nella stanza con due pareti, il niente dietro
montagnole di note in crollo su note
strati e curve di accordi, conchiglie di suoni
purificati in declinazioni diverse –
Brahms in jazz, la marcia di Liszt
un perfetto Skrijabin

l’uomo con barba estraeva dai tasti
diagrammi ad albero, trasparenze di note
brillanti chiodi ramificati
con svariare di ritmi –
ora, svuota di sabbia i flauti
entra nelle sinapsi con freschi timbri
cola i vuoti con lente meduse
assorte fino a sparire

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