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stella alpina

Nel cuore del mio silenzio ho trovato un libro:
avvitato a spirale
sfogliava pagine quasi bianche –
mi rabbrividì la nuca un soffio
a precipizio, sussurri in fuga
rotazioni di fogli all’indietro…

il silenzio invase ogni pagina:
scivolò dal biancore abbagliante
una piccola stella alpina:
nella sua consistenza di panno
era grigia, candida e verde
rappresa da un sole lontano

Edelweiss (Leontopodium alpinum)

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AUGURI!

rami

Così le disegnavo da bambina
potrebbero essere foglie
di una foresta tropicale
con i leoni nascosti dietro
e lo stupore del doganiere Rousseau

nello spazio fra due caseggiati
è inverno teso ma esplode
questo mattino una similprimavera
alto è il cespuglio, danzano le foglie
l’aria è lavata e il vento lieve:
non sono rami ma brani dei miei ricordi –
un attimo, e l’aroma svanisce

dove il cielo

Non esistono parole umane
a scalfire i blocchi di solitudine –
conchiglie incluse nelle faglie siamo
nei mari del passato saremo scaglie
risaliremo succhiati da un vortice
sui tetti delle città, i crinali dei monti
voleremo sempre più in alto
continenti ed oceani si apriranno –
in un sibilo d’aria rarefatta
saliremo a vedere dove il cielo
diventa nero

ancora un giorno

L.Winram

Ancora un giorno, ancora
un altro pomeriggio:
le tre e tre quarti, anzi quasi le quattro
solo un lieve ronzio
ed il tempo avanza senza cedere
agli intoppi d’abisso
ecco
sono le cinque, anzi
quasi le sei
sto guadagnando un giorno
ho perso ciò che non so
sedimentato nello stagno
vuoto
che non conosco, infisso
dentro di me, nel profondo


Silenzio e solitudine sono il mio respiro –
disegnano una quiete danzante
tutto l’oro d’autunno e il rosso
di foglie lanceolate

treni di tenebre hanno scompigliato
le nostre vite, ma poi
vennero le stanze calme
con pareti di porpora e angeli sparenti
caddero note sospese
di neve lenta

mutevole rapsodia

Non esiste altro luogo dove andare
ora è il tempo della melodia
non più indugi, attese e sconforto
una pioggia di note crivella
corpo e mente in un mare di suoni…
ti travolge il ragtime – onda anomala

non esiste altro luogo dove andare
ma soltanto il presente che scivola
e il sassofono scioglie e sprofonda
con mutevole rapsodia